Kakuma non è solo il nome di uno dei nostri progetti. È un campo profughi reale, nel nord del Kenya, nella contea di Turkana. Per capire perché sosteniamo il ponte verso l’Irene School di Maralal, bisogna prima capire cos’è Kakuma.
Il campo nasce nel 1992 per accogliere migliaia di minori sudanesi non accompagnati, in fuga dalla seconda guerra civile sudanese: i cosiddetti “Lost Boys of Sudan”. Da allora non ha mai smesso di crescere. Alle ondate sudanesi si sono aggiunte nel tempo persone in fuga da Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Burundi e, più di recente, dal Sud Sudan indipendente.
Oggi, secondo i dati UNHCR di aprile 2026, tra il campo di Kakuma, l’insediamento di Kalobeyei e Eldoret vivono complessivamente 314.888 persone registrate. Il 61% ha 18 anni o meno: la maggioranza assoluta di chi vive a Kakuma è, letteralmente, in età scolare. Circa un centinaio di scuole (pre-primarie, primarie e secondarie) servono l’area tra Kakuma e Kalobeyei, ma secondo le stesse fonti circa la metà dei minori in età scolare resta comunque fuori da ogni percorso educativo, e le classi contano in media oltre 100 studenti. Il nostro dato, solo il 6% degli idonei accede alla scuola secondaria, riguarda proprio questo secondo gradino, quello su cui interveniamo: non l’iscrizione in sé, ma il salto verso la scuola superiore.
Uscire da questi numeri non significa solo trovare un posto in una scuola. In Kenya vige da decenni una politica di “encampment”: chi ha lo status di rifugiato non può muoversi liberamente fuori dal campo senza permessi specifici, e anche quando la legge promette percorsi di integrazione, come la riforma del 2021, l’accesso a documenti, permessi di lavoro e mercato del lavoro formale resta lento, complicato, spesso bloccato dalla burocrazia. Per una studentessa o uno studente di Kakuma, finire la scuola secondaria non basta: serve qualcuno disposto a sostenere concretamente il passaggio successivo, fuori dal campo.
È qui che si inserisce il nostro lavoro: sponsorizzare il trasferimento di studenti da Kakuma all’Irene School di Maralal, e continuare a seguirli anche dopo il diploma. Ed è per questo che ci piace raccontare come va a finire, quando va bene. Alcuni degli studenti e delle studentesse che abbiamo sostenuto stanno per concludere l’università. Una di loro ha appena terminato un tirocinio presso l’Ambasciata del Sud Sudan, lo stesso paese da cui, anni prima, era dovuta fuggire. Un vero “full circle moment”: da un campo profughi a rappresentare, anche solo per uno stage, il proprio paese nel mondo.
Fonti: UNHCR Operational Data Portal, Kenya (aprile 2026); Lutheran World Federation, programma educativo di Kakuma.